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IL PARCO CHE VORREI…

Desideri di gioco raccolti dalle radici: un parco realizzato con lo sguardo dei bambini

PREMESSA 

Partiamo dal presupposto che vivere fuori, all’aperto promuove il benessere generale di ogni persona, specialmente dei bambini. L’esperienza all’aperto agisce in un percorso di crescita su più livelli : fisico, percezione di sé percezione del tempo.

FISICO: l’esperienza all’aperto giova al corpo, alla sua capacita di movimento, dunque alla sua elasticità e flessibilità, all’esercizio dei sensi, ma anche alle sue ossa, ai suoi occhi, al peso, al rafforzamento verso le malattie, alla salute in genere (Clay, 2021).

PERCEZIONE di SE’: Vivendo a stretto contatto con la natura i bambini imparano a vedere il mondo direttamente, avranno maggiori possibilità di sviluppare le capacita psicologiche di sopravvivenza che Li aiuteranno ad individuare il vero peri colo. Giocare alla natura può infondere un’istintiva fiducia in se stessi: aiuta a percepire il rischio e i propri limiti e percepirsi come corpo capace di superarli.

PERCEZIONE DEL TEMPO: Il vuoto e la noia sono concetti di cui i bambini fanno poca esperienza, di fondo forse e radicata l’idea che più proposte si offrono loro, più li si stimola e più acquisiranno competenze .

La conoscenza però ha bisogno di tempi di attesa e di spazi vuoti. Così come la creatività nasce spesso dalla noia {Vygotskij, 1930).

CONTESTO

L’area del Parco di Torre Boldone si estende per una superficie di circa 13.000 mq., chiusa per circa vent’anni, e stata riqualificata e riaperta al pubblico dal 2018 . Certamente e un   contesto molto vario , sia dal punto di vista naturale e paesaggistico, sia per i servizi che ad oggi e in grado di offrire ai suoi ospiti.

La sua collocazione geografica lo rende un’opportunità di ritrovo e di aggregazione unica : un vero polmone naturale al centro di un contesto urbano molto sviluppato, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e direttamente accessibile dalla ciclabile della Val Seriana .

Questi primi anni dalla riapertura hanno permesso di comprendere sempre meglio  quale ricchezza e risorsa sia questo parco per la cittadinanza . E’ un luogo in cui trovano equilibrio varie espressioni di aggregazione e diverse eta anagrafiche, senza che l’una escluda l’altra . A partire dai più piccoli che trovano  nel parco giochi e nella zona della fontana a spruzzi due contesti speciali a loro dedicati in cui sperimentarsi, divertirsi e crescere; anche i ragazzi , adolescenti e le giovani famiglie hanno l’opportunità di vivere momenti di condivisione e aggregazione in grado di arricchire la relazione, soprattutto attraverso l’esperienza dei percorsi sospesi; non mancano nemmeno ospiti con i capelli già argentati che spesso accompagnano i nipoti oppure passeggiano nel parco.

L’accesso a tutta l’area e completamente gratuito, anche se poi all’interno alcuni servizi sono a pagamento, come le attrazioni del parco e l ‘area ristorazione.

 

Per questo ci piace molto pensare al parco come un luogo di piacevoli incontri, di possibilità di nuove relazioni ed esperienze , accessibile a tutti.

IL PARCO AVVENTURA E I SUOI PICCOLI OSPITI

Oltre alla proposta strutturata che il parco offre con i percorsi sospesi, esperienza educativa e ludica sempre molto apprezzata dai bimbi, negli anni abbiamo voluto sperimentare altre occasioni di incontro con i bimbi e le loro famiglie.

Il parco e stato scenario ideale per diverse proposte strutturate nel week-end: dai laboratori creativi sul tema del riciclo e dell’ambiente, alle giornate di gioco orienteering o caccia al tesoro, narrazioni per bambini.

Di particolare rilievo e stata l’esperienza dei campus estivi per bambini e ragazzi, cominciata nell’estate 2019 poi continuata   e perfezionata   nell’estate 2020. La gestione educativa   del progetto è stata affidata a due soggetti competenti e altamente qualificati: IL SALTO NEL CERCHIO per bambini/e dai 3 ai 6 anni; ANANDA per bambini/e ragazzi/e dai 7 ai 13 anni.

 

In particolare l’esperienza estiva “IL SALTO IN NATURA” presso il Parco Avventura, promosso dall ‘ A.S.D. Il salto nel cerchio ci ha stimolato un’importante riflessione . Guardare i bimbi all’opera ci ha permesso di capire che per loro tutta l’area del parco e una grande occasione di gioco, esplorazione e scoperta e che immaginare il loro divertimento racchiuso in un parco giochi strutturato, anche se rimane una buona opportunità, e certamente un pensiero limitante.

Il progetto intendeva valorizzare l’Outdoor Education o Educazione Naturale che individua nel fuori una dimensione privilegiata delle esperienze di apprendimento, una dimensione vicina alle modalità di ricercare e conoscere dei bambini, pieni di coraggio, di fantasia, di leggerezza, di curiosità, di divergenze (Guerra, 2016) .

 

Il filo conduttore si e ispirato a “I DIRITTI NATURALI DEI BAMBINI”, manifesto nato più di 20 anni fa dall’ appassionato e creativo pensiero di Gianfranco Zavalloni, appassionato ricercatore di una strada verso un’educazione libera, a contatto con la natura, lenta e non violenta. Un’educazione dove i bambini hanno potuto sperimentare i limiti e le potenzialità del proprio corpo, mettersi alla prova, vincere o perdere, avere ginocchia sbucciate, certo, ma una migliore autostima per aver potuto superare le piccole difficoltà che un ambiente naturale pone. La natura e una risorsa preziosa e indispensabile per l’equilibrio e il benessere PSICOFISICO di tutti.

 

L’obiettivo del nostro progetto e stato quello di riavvicinare i bambini e le loro famiglie:

  • al contatto con la natura
  • all’esperienza reale, emozionale, creativa e fisica con il mondo
  • all’esperienza relazionale con i pari

Infine la proposta di sviluppare il tema dei diritti naturali dei bambini e nata da un’ attenta analisi dei bisogni nascenti nel tempo dell’emergenza COVID-19.

 

Le lunghe settimane di lockdown avevano portato con se diverse fatiche peri i più piccoli che attendevano di essere raccolte ed esplorate, quindi ci si e concentrati su alcuni bisogni fondamentali:

  • bisogno di relazione,
  • bisogno di movimento,
  • bisogno di contatto con la natura,
  • bisogno di uno spazio protetto in cui pater giocare e sentire accolte le proprie emozioni.

I bambini si sono lasciati coinvolgere a tutto tondo sia attraverso il movimento,  che emotivamente e simbolicamente; gli spazi naturali del parco avventura hanno agito come stimolatori dello stesso pensiero infantile.

In questo processo  di mutua  “contaminazione evolutiva”  tra  natura e bambini, questi attraverso il loro fare spontaneo, ovvero il gioco, hanno attivato nell’adulto osservatore il desiderio di adeguare lo spazio a seconda del loro sguardo.

IL PARCO CHE VORREI …

OBIETTIVO

In questa cornice molto vasta e variegata vogliamo fare tesoro delle esperienze fatte e co­-costruire un nuovo progetto di parco.

Per questo motivo intendiamo procedere nella riqualificazione degli spazi secondo un’ottica di “progettazione partecipata” .

La riqualificazione sarà il risultato di un lavoro d’insieme tra i bambini,  i  genitori, l’amministrazione comunale di Torre Boldone, la Fondazione, gli ospiti del Parco avventura coordinati dalle competenze pedagogiche e psicomotorie di operatori dell’A.S.D. il Salta nel Cerchia.

Tale scelta e motivata dal pensiero educativo presente in tutte le azioni intraprese dal Team del Parco Avventura.

Nella nostra filosofia di lavoro la progettazione deve:

  • essere capace di far emergere il parere dei bambini, primi fruitori dello spazio;
  • dare la possibilità ai genitori di esprimersi e sentirsi protagonisti nella riqualificazione;
  • tener canto del contributo dei fruitori del parco che considerano lo spazio esterno non come luogo di libero sfogo dei bambini, ma uno spazio educativo in grado di offrire molte opportunità;
  • essere costruita in modo credibile e realizzabile dai tecnici competenti;
  • ricevere il parere  favorevole  da parte dell’amministrazione comunale  proprietaria  della struttura.

 

Siamo convinti che il  contributo di più soggetti sia maggiormente  in grado di produrre originalità di ipotesi e di soluzioni e che una forte base comune condivisa di valori e di significati di riferimento, non può che essere considerata una ricchezza.

Nei fatti una buona progettazione partecipata diviene anche un laboratorio civico, dove ognuno, in base alle proprie competenze e possibilità mette a disposizione tempo, conoscenze e impegno, per realizzare un bene comune in grado di arricchire la comunità di Torre Boldone di cui il proprio figlio/a fa parte.

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